Molto di rado la nascita di una nuova idea o organizzazione è il risultato di un singolo evento. Tuttavia, la Chiropratica ha una data e un luogo precisi di origine: il 18 settembre 1895 a Davenport, Iowa. Daniel David Palmer individuò un’irregolarità nella colonna vertebrale di Harvey Lillard e, con una potente spinta, ne corresse l’anomalia. Dopo il trattamento, Lillard affermò di poter “sentire i carri nella strada”, cosa che prima non riusciva a fare (Palmer, 1910).

Alla fine del XIX secolo, la medicina nell’America rurale era più un’arte artigianale che una scienza. L’integrazione dei metodi scientifici nella pratica medica era carente, come evidenziato dal severo giudizio espresso nel Rapporto Flexner (Flexner, 1910). I medici allopatici non avevano ancora consolidato la loro autorità culturale (Starr, 1982), e la concorrenza di magnetoterapisti, erbalisti, guaritori, conciaossa e omeopati era ancora forte. Le medicine alternative crescevano di pari passo con il revivalismo religioso e venivano considerate una controparte fisiologica del perfezionismo teologico (Fuller, 1989). Questo contesto, intriso di vitalismo, magnetismo e rimedi tradizionali, costituì un terreno fertile per la nascita di nuove idee.

D.D. Palmer e la Chiropratica erano un prodotto del loro tempo. All’inizio del XX secolo, i medici allopatici consolidarono la loro autorità culturale e ottennero il rispetto di chi influenzava le decisioni politiche e sanitarie. Di conseguenza, crebbe l’opposizione alle medicine alternative. I medici accusavano i chiropratici di esercitare la medicina senza licenza, mentre i chiropratici ribattevano che la loro disciplina era distinta dalla pratica medica. Per sottolineare questa differenza, svilupparono un linguaggio e principi propri (Keating, 1989). Mentre la medicina cercava e classificava le patologie per prescrivere cure, la Chiropratica indagava le interferenze nel sistema nervoso ritenute la causa remota di disfunzioni e malattie. I chiropratici rifiutavano farmaci e interventi chirurgici, preferendo un approccio naturale basato sulle capacità di recupero del corpo.

Nonostante il conflitto tra medicina istituzionale e Chiropratica, le divergenze erano principalmente economiche, politiche e giuridiche, piuttosto che cliniche. Palmer stesso riconosceva il contributo di un medico, Jim Atkinson, nell’insegnargli le tecniche di manipolazione ossea (Palmer, 1910, p. 789). Inoltre, il medico G.H. Patchin contribuì alla stesura del libro di Palmer, “The Chiropractic Adjuster”, e un terzo dei primi laureati in Chiropratica erano medici (Palmer, 1910; Gibbons, 1981).

Dopo la pubblicazione del Rapporto Flexner, la medicina consolidò la sua posizione sociale, ottenendo finanziamenti governativi e privati per la ricerca e l’insegnamento. Inizialmente, i fondi federali furono destinati all’assistenza dei veterani di guerra, poi ad anziani e disabili. La Chiropratica, invece, rimase un’educazione a pagamento, con risorse limitate e senza sostegno per la ricerca. La medicina ufficiale tentò di sopprimere la Chiropratica promuovendo regolamentazioni restrittive, sperando che i chiropratici non riuscissero a superare gli esami di abilitazione (Gevitz, 1988; Wardwell, 1992). L’introduzione, nel 1925, dei Basic Science Boards, che valutavano le conoscenze scientifiche di base, rappresentò un ulteriore ostacolo per i chiropratici, i cui programmi di studio non comprendevano tali materie.

Le scuole di Chiropratica reagirono rafforzando la loro offerta formativa e assumendo docenti qualificati per le materie scientifiche. Così i chiropratici iniziarono a superare gli esami dei Basic Science Boards. Questo impegno per la qualità dell’istruzione portò alla creazione di un ente di accreditamento, il Council on Chiropractic Education (CCE), che nel 1974 ottenne il riconoscimento federale. Il CCE stabilì standard minimi per i programmi e le ammissioni, costringendo le scuole non conformi a chiudere. Nel 1995, tutti i college di Chiropratica erano riconosciuti dal CCE, migliorando la qualità dell’insegnamento, come fece il Rapporto Flexner per la medicina.

Per molto tempo, la Chiropratica fu criticata dalla medicina allopatica come una disciplina priva di basi scientifiche (Keating, 1993; Wardwell, 1992). Nei primi anni, la ricerca era limitata: senza finanziamenti, le scuole si concentravano sull’insegnamento più che sulla creazione di basi scientifiche. Tuttavia, con il tempo, studiosi come Watkins, Weiant, Higley, Illi e Janse iniziarono a indagare i meccanismi alla base della Chiropratica. La creazione della Foundation for Chiropractic Education and Research (FCER) diede impulso alla ricerca. Dal 1977, la FCER finanziò la formazione di ricercatori chiropratici, favorendo la crescita di una comunità scientifica interna ed esterna alla Chiropratica. Nel 1996, il governo federale concesse finanziamenti alla ricerca chiropratica in quattro college.

Negli ultimi anni, è aumentata la collaborazione tra chiropratici e comunità scientifica sui temi della formazione, ricerca e pratica clinica (Mootz, 1995). Sono ormai comuni studi multidisciplinari, collaborazioni editoriali e programmi di ricerca condivisi. Inoltre, medici e chiropratici hanno iniziato a sostenersi reciprocamente anche in ambito giuridico (Mootz, 1995). Grazie a questo coinvolgimento critico, risulta

sempre più difficile definire la Chiropratica un culto ascientifico. La ricerca ha dimostrato l’efficacia della manipolazione chiropratica nel trattamento delle lombalgie acute (Shekelle, 1992). Le linee guida federali raccomandano la manipolazione come trattamento per il mal di schiena, sulla base di studi condotti da ricercatori sia interni che esterni alla Chiropratica (Bigos, 1994). Attualmente, la ricerca sta valutando il ruolo della Chiropratica in altre condizioni cliniche, con l’obiettivo di definirne i limiti e le potenzialità, migliorando il trattamento interdisciplinare del paziente.

Ci sono voluti 100 anni di sforzi autonomi e finanziamenti interni per portare la Chiropratica nei sistemi sanitari generali. Ora che è integrata nel mondo della sanità ufficiale, emergono questioni cruciali: la Chiropratica è un’alternativa alla medicina o un complemento integrato nel sistema sanitario? Deve restare una professione separata o diventare una sottospecializzazione della medicina per i disturbi muscoloscheletrici? L’insegnamento della Chiropratica dovrebbe essere ospitato nelle università di medicina? Le risposte a queste domande determineranno il futuro della professione e della sua didattica.