La chiropratica non ha una filosofia… la chiropratica è una filosofia! Spesso, quando i chiropratici si riuniscono e parlano di filosofia, raramente si riferiscono a Platone o Aristotele, né paragonano Nietzsche a Emerson. La filosofia che li interessa di più, quella di cui discutono, è la filosofia chiropratica, ossia i credi e le basi che fondano l’intera professione chiropratica.

Molti trovano strano che la chiropratica abbia una filosofia. Dopotutto, le altre professioni non si basano su una filosofia: avete mai sentito parlare di filosofia pediatrica, contabile o legale? Perché allora la chiropratica ha una sua filosofia? In effetti, dire che la chiropratica ha una filosofia potrebbe essere fuorviante.

Secondo il dottor B.J. Palmer, sviluppatore della chiropratica (il cui padre, D.D. Palmer, ne fu il fondatore nel 1895), la chiropratica è filosofia oltre ad essere scienza e arte. Non si tratta solo di un metodo per aggiustare la colonna vertebrale o correggere curvature; è una serie di credenze e opinioni sul corpo umano e sull’ordine naturale dell’universo. Questi credi, questa filosofia, sono la ragione d’essere della chiropratica.

La scienza e l’arte della chiropratica (come le tecniche di aggiustamento) sono sviluppate e applicate secondo questa filosofia, il che rende la chiropratica unica. Le altre professioni non sono basate su principi immutabili. Ad esempio, la professione legale si occupa di un sistema di leggi che cambiano rapidamente. Fino a poco tempo fa, nel codice della strada non esisteva un sistema di penalità di punti per le infrazioni. Anche i contabili si trovano a dover adattarsi alle nuove regole finanziarie. La medicina, infine, si evolve costantemente in base alle nuove scoperte scientifiche: fino a poco tempo fa, operare per tonsille o appendicite era routine, mentre oggi sono interventi molto più rari.

Nella chiropratica, però, i principi di base non cambiano e sono immutabili. La comprensione di questi credi può evolversi, e le tecniche possono migliorare, ma la dottrina fondamentale resta la stessa. L’importanza della filosofia chiropratica è essenziale per comprendere ciò che un chiropratico con “principi” fa.

Come affermava uno dei primi filosofi chiropratici, il dottor Ralph Stephenson, D.C., la filosofia è la chiave per comprendere la chiropratica. La differenza tra un bravo chiropratico e uno mediocre è che il bravo possiede una vasta conoscenza dei principi, mentre il mediocre tende a sostituire la conoscenza con la strumentazione.

I principi fondamentali della chiropratica sono:

· Esiste un’intelligenza universale che permea tutta la materia, fornendole le proprietà necessarie per esistere ed esprimersi.

· La funzione dell’Intelligenza Innata del corpo è quella di adattare le forze universali alle necessità del corpo.

· La missione dell’Intelligenza Innata è mantenere in salute il corpo, in uno stato di organizzazione attiva.

· L’interferenza nella trasmissione delle forze innate causa disfunzioni, ovvero malessere, che non va confuso con malessere che indica la presenza di sintomi negativi.

La filosofia chiropratica è la ragione stessa dell’esistenza del chiropratico. Le tecniche possono essere copiate, le manovre replicate, ma la chiropratica resterà sempre un’arte che combina scienza e filosofia. Esaminiamo con maggiore profondità questa filosofia per comprendere perché la chiropratica non può essere solo ridotta a una scienza.

Ragionamento Induttivo Il ragionamento induttivo va dal piccolo al grande, dalla parte all’insieme, da uno a tutti. Se misurassimo 20 carote e scoprissimo che tutte sono lunghe tra i 15 e i 20 centimetri, potremmo concludere che tutte le carote rientrano in questo intervallo. Il ragionamento induttivo ci porta a concludere che “ciò che è vero di alcuni individui di una classe è vero per l’intera classe”, come affermato dal filosofo John Stuart Mill. L’esempio classico per illustrare il ragionamento induttivo è che tutti gli uomini sono mortali. Ma non possiamo esserne certi finché tutti non siano morti, quindi si tratta di una probabilità.

Molte leggi scientifiche derivano dal ragionamento induttivo. L’astronomo Keplero, ad esempio, osservò la posizione di Marte e, supponendo che le orbite seguissero una geometria uniforme, concluse che l’orbita di Marte fosse ellittica. Questo principio è diventato la “legge di Keplero”. Tuttavia, il ragionamento induttivo si basa su conoscenze parziali, e quando nuove informazioni emergono, talvolta le leggi induttive sono smentite. In medicina, questo ha avuto gravi conseguenze, come nel caso dell’appendicectomia, dove la scienza medica concluse che l’appendice non aveva funzione utile, per poi scoprire che il suo ruolo era più complesso.

Ragionamento Deduttivo
Il ragionamento deduttivo parte da una premessa generale e deduce la verità per ogni singola parte. Se accettiamo come premessa che “dire una bugia è sbagliato”, ne consegue automaticamente che mentire è sbagliato per chiunque. Le premesse del ragionamento deduttivo sono generalmente considerate verità autoevidenti, come nel caso di “tutti gli uomini sono creati uguali” nella Costituzione degli Stati Uniti.

Un esempio di ragionamento deduttivo riguarda la teoria dei buchi neri: gli scienziati hanno formulato teorie basate su premesse fondamentali, anche senza esempi concreti, finché la fisica non ha confermato la loro validità. Allo stesso modo, la filosofia chiropratica si fonda su una premessa fondamentale: l’esistenza di un ordine intelligente nell’universo che conferisce alla materia le sue proprietà.

Il ragionamento deduttivo può anche essere errato se le premesse non sono solide o se si basano su credenze infondate (come la convinzione che la terra fosse piatta).

Proprio come vi sono dei punti deboli nel ragionamento induttivo, anche quello deduttivo può presentare dei vizi. il rischio più evidente si corre nella formulazione e nell’accettazione della premessa maggiore. Gli assunti devono essere auto-evidenti al punto che nessuna persona sensata potrebbe possibilmente obiettare (tutti gli uomini sono creati uguali), o tali da poter essere dimostrati mediante studi clinici od osservazioni fisiche (i buchi neri esistono). Non si può adottare una premessa solo per ragioni di cieca fede, contro ogni evidenza (la terra è piatta, una premessa che un tempo era considerata un “fatto” acquisito).